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Il
prevosto Gian Domenico Gatti nelle sue " Memorie storiche
riguardanti l’insigne terra del Bosco " stilate intorno
alla metà del ‘600, indica come casa natale di San Pio V, all’epoca
ancora abitata dai discendenti della famiglia del pontefice, quella "
lungo la strada maestra che metteva alla Porta di Piazza Nuova, all’angolo
della salita di Castelvecchio. Antonio
Ghislieri che diventò papa col nome di Pio V, vi nacque il 17 Gennaio
1504 e la abitò fino al 18 maggio 1521 quando entrò come novizio nel
convento domenicano di Voghera col nome di fra Michele dal Bosco. La
casa è composta da quattro camere con scala in mezzo, porticato con
cascina, cortiletto sottostante con pozzo e stalla. Il
frate Girolamo Della Valle nella sua storia del convento di Santa Croce
redatta nella seconda metà del ‘700 ne ricostruì i vari passaggi di
proprietà: dal signor Pio Ghislieri, ultimo Ghislieri a possederla, la
casa passò in eredità al parente Bartolomeo Gallina, il cui figlio Pio
la donò alla confraternita di San Giovanni Decollato, la quale a sua
volta, il 9 luglio 1690 la donò al convento di Santa Croce. Nell’anno
1765, il 15 agosto, passò dal convento al medico Carlo Ricci, il quale
promise di pagare un canone annuo per compenso della cessione. Ma Carlo
Ricci, malgrado le proteste dei frati, comportandosi da padrone e non da
affittuario quale era, realizzò un muro di cinta intorno al podere e
abbassò notevolmente il cortiletto posteriore. Nel corso di questi lavori
il Ricci rinvenne e demolì le fondamenta delle antiche mura in una pietra
squadrata della vecchia fortezza. ( vuole la tradizione, edificata da
Manlio da Lugo su disposizione di Teodorico nel 498 d.C. e definitivamente
smantellata il 17 ottobre 1642 dagli spagnoli capitanati dal Conte di
Sirvela ) Da
Carlo Ricci la casa passò in eredità la figlio primogenito Vincenzo. Lo
storico boschese Pier Luigi Buzzone prosegue la testimonianza sulle
vicende della casa natale di Pio V raccontando che successiva proprietaria
fu la famiglia Scalzi, quindi tal Felice Inverardi ed il di lui figlio
Giovanni Battista che la donò al Comune di Bosco. Nel
1936 in occasione della posa del monumento a San Pio V in piazza Cardinal
Boggiani, vennero rifatti dal signor Malfettani, falegname del luogo, i
mobili sullo stile cinquecentesco e la casa venne parzialmente
ristrutturata. Le
suppellettili attualmente contenute in questo edificio sono state donate
da famiglie boschesi devote al Santo. Negli
anni della seconda guerra mondiale la casa ospitò profughi e fu anche
sede delle scuole elementari. Al
piano superiore, nella camera ove nacque San Pio V, è ricavata una
cappella dove fino a non molti anni fa. il primo maggio. anniversario
della morte del pontefice, si riunivano i fedeli per pregare il Santo
Protettore.
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